Antonio Cederna (Milano 27 ottobre 1921 – Sondrio 27 agosto 1996) si laurea in Lettere classiche nel 1947 e consegue il diploma in Archeologia nel 1951. È stato un fine intellettuale, giornalista, ambientalista e uomo politico che ha scritto su oltre 40 riviste, periodici e quotidiani.
I suoi primi impegni pubblici si sono indirizzati verso problematiche inerenti alla salvaguardia del territorio, dell’ambiente, dei centri storici e dei parchi cittadini; i suoi studi e le sue passioni sono sfociati in ripetute campagne di stampa con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica verso la salvaguardia del territorio e del patrimonio culturale italiano. Cederna ha denunciato apertamente e in modo sistematico le attività speculative, gli scempi urbanistici, il degrado ambientale che rischiavano di compromettere l’integrità dei beni culturali e del territorio italiano, con particolare attenzione alla sua tanto amata Appia Antica.
L’Archivio Cederna è stato donato, nel 2006, dalla sua famiglia allo Stato italiano. Dopo un breve periodo di deposito a Palazzo Altemps a Roma, nel luglio del 2008 è stato trasferito nella sede di Capo di Bove in via Appia Antica 222 (sito del Parco Archeologico dell’Appia Antica – Ministero della Cultura). È stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio, ai sensi dell’art. 13 del Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004.
L’Archivio raccoglie testi manoscritti e dattiloscritti, articoli di giornali e riviste, fotografie, diapositive, cartografie e altri materiali di lavoro di uno dei più importanti intellettuali italiani del secondo Novecento.
Il materiale è arrivato così com’era conservato a casa Cederna, composto da una notevole quantità di cartelle cartacee. Si tratta delle carte e dei documenti a disposizione dello studioso per lo svolgimento della sua attività quotidiana di scrittore e giornalista. Era un archivio, per così dire, in uso, con i fascicoli sempre aperti, con nuove carte che si aggiungevano alle precedenti e seguiva l’andamento degli interessi della sua incessante attività di studio e ricerca.
L’archivio si compone di diverse unità archivistiche tra cui: 1.512 fascicoli relativi a documenti, 9 fascicoli di carte personali e 81 fascicoli di fotografie. I fascicoli sono organizzati, per la quasi totalità, in 213 faldoni facilmente trasportabili, e contenuti in otto armadi ognuno di cinque scaffali, per una estensione lineare di circa 26 m. L’archivio comprende, inoltre pacchetti di negativi, diapositive, lastre, articoli e libri donati dalla famiglia Cederna assieme ai documenti e alle fotografie.
L’intera documentazione copre un arco cronologico compreso tra il 1947 e il 1996.
L’Archivio, per la sua ricca documentazione su tematiche urbanistiche, archeologiche e ambientali, rappresenta una straordinaria fonte per lo studio della storia e della tutela dell’ambiente del territorio italiano, con rimandi a problematiche internazionali.

